quando il disordine è solo apparenza.. e l'apparenza inganna


Informazione e controinformazione, la nascita della vita ovvero una serie di testi dedicati alle mamme e ai nuovi arrivati, dal sonno allo svezzamento e ancora la passione della cucina, una serie di ricette mie e una raccolta di quelle scritte dalle mie amate mamme 2010 insomma.. di tutto di più!
VG

venerdì 25 febbraio 2011

PERCHE' CI SONO DIVERSI METODI E QUALI SONO





i consigli degli esperti...

Il motivo per cui ci sono diversi metodi è fin troppo ovvio e mi pare di averlo anche già detto in precedenza; ogni bambino è diverso, ogni donna è diversa. Va da sé che non esiste e non esisterà mai un metodo che possa valere per tutti i bambini, ognuno di loro infatti avrà una sua sensibilità particolare, un suo carattere e anche un suo trascorso, per quanto breve, come la vita nella pancia e il parto.
Anche se sembra assurdo, pure il periodo che ha vissuto all'interno del nostro corpo può influire sulla difficoltà ad addormentarsi. E' infatti stato studiato che la vita intrauterina segna e agisce sul carattere, sul comportamento, sulla sfera psicologica ma anche sulla futura vita relazionale del nascituro. Per questa ragione si consiglia sempre di vivere il periodo di gestazione nel modo più sereno possibile, magari ascoltando musica classica che rilassa sia il feto che la madre, evitando di stancarsi troppo e così via.

Ma quando ormai è nato?
Qui cominciano invece le varie teorie, c'è chi afferma che sin da subito bisogna abituarli a dormire, a capire il giorno e la notte, altri che spostano quest'impegno più in là ma non oltre i tre mesi.. e chi invece afferma che questo genere di regole verranno da sole, e che ogni bambino, se saputo ascoltare si saprà regolare da solo sia nel mangiare che nel dormire e che la difficoltà nasce solo nella difficoltà che abbiamo noi mamme nel capire i suoi segnali di sonno.

Si perchè ogni bimbo è diverso dall'altro, ma per quanto riguarda i segnali possiamo dire che chi più chi meno hanno lo stesso modo di comunicare il fatidico *mamma ho sonno*.
E' molto importante riuscire a stabilire questo canale comunicativo col nostro bambino; questo è rappresentato dagli scambi interattivi e regolari con la madre, scambi prevedibili e coerenti che creano un sistema di aspettative condivise che il bambino giunge a riconoscere, ricordare e attendere e saranno questi che gli permetteranno di sviluppare un senso di fiducia e sicurezza sul quale organizzare la propria esperienza. Con il trascorrere dei mesi le ripetute interazioni tra in bambino e la madre aiuteranno il bambino a sviluppare meccanismi autoregolativi in risposta ai suoi segnali interni biologici.


Spesso infatti i problemi legati al sonno sono causati proprio da una mancata risposta a questi bisogni

Un pediatra affermava che: una mamma deve sempre sapersi mettere in discussione, non convincere se stessa che è assurdo che lei non capisca suo figlio e giustificando la cosa convincendosi che è il bambino che non ha sonno. Non esistono neonati che non vogliono dormire, esistono neonati che non sono ancora capaci a farlo da soli e noi abbiamo il dovere di insegnarglielo.

Detto ciò possiamo passare in rassegna tutti quei piccoli segnali che indicano la stanchezza di un neonato.

Nei primi mesi il pianto è l'unico segnale evidente, perchè ancora il bambino non è in grado, anche se poi lo farà comunque inconsciamente, di manifestare il disagio da sonno in altri modi. Di solito il pianto da sonno è molto simile a quello della fame, ma comincia piano, con un lamento, per arrivare ad un vero e proprio pianto di disperazione se non siamo state veloci nel capirlo e quindi nell'aiutarlo ad addormentarsi. Brazelton (noto pediatra) ha associato il pianto oltre che ai bisogni primari come la fame, freddo, sonno, anche il pianto da stanchezza (oltre quello della noia e del malessere distinti tra loro rispettivamente il primo come un piagnucolio ad intermittenza e il secondo come un pianto molto forte, vigoroso e anche questo a intermittenza). Quello di stanchezza che precede quello da sonno è invece come vi ho già descritto, un pianto che comincia piano per intensificarsi via via che non viene ascoltato. Fino a diventare un pianto forte di spossatezza.
Passando i mesi i segnali cominciano ad essere più chiari:
strofinamento degli occhi, e delle orecchie, primissimo sintomo, seguito da leggeri lamenti, sbadigli, lamenti sempre più insistenti, potrà essere visibile negli occhi del neonato (o anche attorno questi con delle piccole borsette rosse) un leggero rossore, determinato proprio dalla stanchezza, a questo punto si arriverà al pianto vero e proprio, un sorta di urlo che significa solo
mamma ho sonno aiutami a dormire.

Ogni mamma deve essere consapevole che i primi mesi dormirà poco o niente, per questa ragione è molto importante avere un conforto, un aiuto dai familiari qualsiasi cosa che le consenta di riposare. Un'ottima idea è dormire quando dorme il neonato.. anche in ore che non sono usuali per la mamma in questione. Essere consapevoli di ciò ci aiuta ad avere più pazienza e a tollerare meglio le difficoltà nell'addormentare il bambino.

Quando è ora della nanna

Arriva un momento in cui cominciano i primi segnali di sonno, se siamo state abbastanza brave a coglierli avremo sin da subito una risposta positiva da parte del bambino che non faticherà ad addormentarsi. Anche in questo caso tutto dipende dalla sua età.


RIFLESSIONI

I genitori che decidono di adottare metodi rigidi vengono spesso definiti come incoscienti, mentre i genitori che adottano i metodi più dolci vengono tacciati come deboli, debolezza che poi verrà assorbita dal figlio, il quale sarà insicuro e mammone.
La cosa incredibile è come invece, chi sostiene questi metodi, pensa esattamente il contrario.
Chi adotta il metodo Estvill pensa che suo figlio da grande sarà più indipendente
Chi adotta il metodo Dolce pensa che sarà suo figlio ad essere più indipendente..

La diatriba si sviluppa in questa matassa di convinzioni ma, alla fine, nessuna sa in realtà, con certezza scientifica, quale sia veramente migliore (e non efficace.. che è molto diverso) e la scelta di decidere se adottare o l'uno o l'altro metodo è dettata solo, da una parte dal sentito dire che si ha il risultato al quasi 100% e dall'altra parte invece dalla convinzione che seguire il proprio istinto e ascoltare il pianto del proprio figlio è una cosa del tutto naturale e spontanea, quindi sicuramente non sbagliata.

Sciogliamo la mattassa... (to be continued)

In realtà di prove scientifiche a favore del metodo Estvill non ne esistono (se ci sono fatemele conoscere così da poterle sviluppare e inserire in questo testo...), mentre al contrario, prove scientifiche sui metodi più dolci si.
Le prove si intendono non a favore/sfavore dell'efficacia, ma prove che un metodo sia adatto, consono, ma soprattutto non dannoso al bambino.

I sostenitori di Estvill/Ferber sostengono che non ci sia nulla di dannoso che magari loro sono stati cresciuti proprio così (ma ricordo di rileggere il punto 8 dei motivi per cui non fare piangere )

fonti
http://www.tuttomamma.com/sonno-bambino/11628/
http://nanna.blogmamma.it/2010/02/22/la-regolazione-degli-stati-di-sonno-e-veglia-nei-neonati/

Nessun commento:

Posta un commento